Contrade dell’Etna, i nostri assaggi di Etna bianco, rosso e rosato: bonus bollicine per Destro

Da Cusumano a Serafica passando per Cottanera e Palmento Costanzo. La nostra attenzione sull'Etna ai Rosati e alle bollicine

La XV edizione di Contrade dell’Etna a Castiglione di Sicilia ha riscosso molto successo. Mentre scrivo si è conclusa anche la terza giornata legata all’evento etneo che ha espresso tutti i massimi vini dei versanti vulcaninci da nord a sud. E seguendo questo itinerario, è stato possibile conoscere e apprezzare le novità. Vi parlo dei miei assaggi.

Serafica, Grotte del Gelo (Etna Rosso Doc), le uve di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio raccolte a 900 s.l.m. vengono vinificate dando vita ad un grande rosso etneo che affina 12 mesi in botti grandi di rovere francese per esprimere al meglio l’eleganza del versante sud del vulcano, inquieto artefice della mineralità che contraddistingue il tipico terroir dell’Etna e i vini della nostra famiglia.

Cusumano, Alta Mora Etna Bianco, anteprima 2023, dalla vasca ancora in affinamento, 100% Carricante in purezza (va in acciaio), aveva provato il 2021 al Vinitaly, questa è una vera novità. Questo vino bianco siciliano è un vino che nasce ai piedi del vulcano Etna, su vigneti di Carricante.

E’ un vino bianco dotato di grande freschezza e mineralità al palato e che sprigiona odori di fiori e frutta accompagnati da qualche nota minerale. L’etichetta Alta Mora è un’etichetta di alto livello che nasce sui terreni vulcanici dell’Etna, e che è stata acquisita dai fratelli Diego e Alberto Cusumano nel 2013.

Destro – Saxanigra, Cantine Azienda Agricola Destro, spumante. Burro e mandorle, agrumi. Il naso di questo metodo classico ottenuto da un 36 mesi di riposo sui lieviti è incredibile. Nerello mascalese in purezza per un brut di altissima qualità. Di sapore ha buona concentrazione con un finale lungo, sapido e nello stesso tempo rotondo.

Giovi, Etna Bianco Doc Galatia, torniamo su Passopisciaro – la miglior zona di produzione dell’Etna – a pochi passi da dove ci troviamo in degustazione. Questo Etna Bianco – diecimila bottiglie l’anno – è composto da Carricante 85% e Grecanico 15%. La Distilleria Giovi meglio conosciuta per i distillati (gin, grappa e vodka) nel messinese, esprime questo bianco – ma anche il rosso – che avevamo già provato da Storie di Lia a dicembre.

Tenuta Ferrata Cimè, Rosato di Nerello Mascalese. Ritroviamo una nostra vecchia conoscenza della Festa del Tartufo a Santa Domenica di Vittoria. Il Cimè Tenuta Ferrata è un vino rosato lieve e fresco, dall’ottima beva. L’Etna Rosato dopo nasce da sole uve Nerello Mascalese; rilassa la mente e stuzzica il palato grazie al suo sorso signorile. Il vino ideale per insalate di stagione e pietanze di pesce crudo.

Cottanera, Etna Rosato Doc, il rosato che avevamo provato al Parametro in degustazione a febbraio e poi al Vinitaly: la vinificazione prevede una iniziale criomacerazione in pressa a temperatura controllata inferiore a 4°C per 4-5 ore per raggiungere la perfetta estrazione di colore. Macerazione a freddo e successiva defecazione statica. La fermentazione a temperatura controllata di 17°C per circa 20 giorni. In ultimo l’affinamento durante il quale il vino affina in tini di acciaio sui lieviti con frequenti agitazioni. Si distingue per le sue note floreali di iris, glicini e rose, accompagnate dalla freschezza delle erbe aromatiche. Ideale per i fritti in tempura, lo avevamo abbinato al tagliere di sushi del Parametro.

Palmento Costanzo, il Mofete lo avevamo assaggiato all’Anciova di Capo d’Orlando. Questo rosato da terreno vulcanico, nasce ad oltre 700 metri di altitudine. Si offre con una beva sottile, fresca, sapida e minerale, di buon equilibrio, animata da note floreali e delicatamente fruttate. Ideale sul pesce.


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